27/01/20

G.G. Belli e il miracolo delle madonne che muovevano gli occhi.

Nell’inverno del 1796, mentre le truppe napoleoniche avanzavano verso lo Stato Pontificio, seminando terrore al loro passaggio, in quei territori successe un fatto inspiegabile: un centinaio d’immagini, la maggior parte delle quali raffiguranti la Vergine Maria, cominciarono ad evidenziare strani fenomeni.
Occupata Ancona e sbaragliati i pontifìci, i Francesi dilagano: Roma non ha più speranze. 
Il papa Pio VI ordina preghiere, digiuni, cerimonie propiziatrici; si invoca soprattutto la Madonna, venerata nella capitale della cristianità in modo speciale attraverso le migliaia di «madonnelle stradarole» che fanno della città intera un vero e proprio Santuario mariano a cielo aperto.

Così a Roma per quasi venti giorni, a partire dal 9 luglio di quell’anno, parecchie immagini della madonna e alcune madonnelle  mossero  gli occhi e versarono lacrime. 
La gente correva di qua e di là a vedere i miracolosi movimenti di occhi; occorreva far intervenire la forza pubblica per disciplinare gli accessi.
I primi gli occhi ad animarsi furono quelli della Madonna detta “dell’Archetto“, in via San Marcello, nel rione Trevi, e il prodigio proseguì.
Il fenomeno  fu molto ampio, perchè un certo punto si contano ben centoventidue immagini miracolose in tutti gli Stati del Papa.
E l’autorità ecclesiastica dovette istituire dei processi di accertamento per verificare la veridicità dell’evento.

Le madonnelle. Madonnelle”  sono comunemente chiamate dai romani  le edicole sacre, solitamente di soggetto mariano, che si trovano agli angoli dei vecchi palazzi, di torri, di campanili. Dipinte ad affresco o sulla tela, scolpite in rilievo sul marmo o sulla terracotta, realizzate con la tecnica del mosaico, rappresentano l’espressione popolare della devozione verso la Madonna che, in alcuni casi, ha dato luogo a vere e proprie opere d’arte. 
Inoltre le stesse avevano anche la funzione di far luce, con i loro lumi votivi, la notte  di chi si avventurava in una Roma completamente buia.

Arrivo a Roma dei francesi. In quel tempo Roma fu invasa e depredata dei suoi tesori; perfino l’Archivio Vaticano, la memoria storica dell’Occidente, fu portato via; il centro del Cristianesimo fu trasformato in Repubblica giacobina e ben due Papi vennero deportati in Francia; uno, Pio VI ( 1775-1799), morì in carcere in Francia, mentre il successore Pio VII(1800-1823) per quasi 5 anni fu ostaggio nelle mani francesi.
Le immagini coinvolte nel prodigio.
L’istruttoria dell’autorità ecclesiastica portò a concludere che ventisei immagini della Madonna erano state coinvolte nel prodigio, anche se le testimonianze raccolte erano state relative a un numero ben maggiore.
Le indagini, nonostante lo scetticismo di molti, portarono le autorità a dichiarare che, a muovere gli occhi, fossero state la Madonna dell’Archetto, in vicolo San Marcello, la Madonna della Pietà in vicolo delle Bollette (sulla targa in latino vi è scritto “ il 9 luglio 1796 Ella posò i Suoi occhi sui loro cuori mostrando loro la grandezza delle Sue opere”), la Madonna del Rosario, in via dell’Arco della Ciambella, la Madonna dell’Addolorata, oggi in piazza del Gesù, spostata qui dal rione Sant’Eustachio, la Madonna della Divina Provvidenza, in via delle Botteghe Oscure.

Spiegazione degli eventi prodigiosi. 
Non a caso, sia ad Ancona che a Roma, i prodigi del 1796 cominciano di sabato, giorno tradizionalmente consacrato al culto di Maria. 
Il "miracolo" fu spiegato con il volere della madonna di rivolgersi ai suoi figli, che glielo chiedevano, con «quegli occhi suoi misericordiosi», ed è un gesto che tutti i testimoni  comprendono perfettamente: ne fanno fede gli atti ufficiali.
Madonnella
 a via delle botteghe oscure
Ancora oggi, in Roma e in Ancona (ma anche altrove), lapidi e iscrizioni ricordano i miracoli di quell’anno straordinario. A Roma, una delle più visibili la si trova in via delle Botteghe Oscurevicino a quella che un tempo fu la sede storica del Partito Comunista italiano. La «madonnella» c’è ancora,  circondata, ora come allora, di "ex-voto" per grazia ricevuta.
E tornando ai miracoli degli occhi di Maria, molto probabilmente, la Madre di Dio volle rassicurare i suoi figli: non si preoccupino, perché quanto stava accadendo era stato supernamente previsto e doveva accadere, e la protezione di Maria non sarebbe venuta meno. Scavando nel passato si scopre che fin dal XV secolo gli astrologi avevano predetto un colossale rivolgimento sociale e politico a partire dalla Francia e dal 1789. Impressionanti profezie, anche di santi come Benedetto Giuseppe Labre (la cui ricognizione canonica in vista della beatificazione non a caso avvenne il giorno precedente il primo miracolo romano), avevano avvisato.

Belli e l'evento straordinario.
Il Belli nel 1835 scrisse un sonetto assai ironico ricordando quell' evento straordinario. Il Poeta, che era nato nel 1793, cioè pochi anni prima del miracolo, probabilmente nella sua giovinezza aveva sentito parlare di un fatto così straordinario. 
E così in questo sonetto, cercando nella sua memoria, ripropone questo evento straordinario, insinuando maliziosamente la possibilità che i preti e quindi la chiesa di Roma, più che accertarsi del miracolo, sentissero la necessità di sfruttare lo stesso a fini economici.   
SEMO DA CAPO
Currete, donne mie; currete, donne,
A ssentė la gran nova c'hanno detto:
Ch'a la Pedacchia, ar Monte e accanto ar Ghetto
Arïoprono l'occhi le Madonne.
La prima nun ze sa, ma j'arisponne
Quella puro de Borgo e de l'Archetto.
Dunque dateve, donne, un zercio in petto,
E cominciate a dė crielleisonne.
Oh dio! che sarā mai st'arïuperta
Doppo trentasei anni e e mesi d'ozzio?
Battaje, caristėe, ruvina certa.
Se troveno perō cert'indiscreti
Che vanno a bisbijā che sto negozzio
È un antro butteghino de li preti.

17 novembre 1835

[Versione. Siamo da capo. Correte, donne mie; correte, donne. Ad apprendere la gran notizia che è stata data: che a via della Pedacchia, al Monte e presso il Ghetto Riaprirono gli occhi le Madonne. Non si sa chi sia stata la prima, ma fanno lo stesso anche quella di Borgo e dell'Archetto. Dunque, donne, percuotetevi il petto 2, e cominciate a recitare il Kyrie Eleison 3. Oh dio! Cosa vorrā mai dire questa riapertura Dopo trentasei anni e rotti di inattivitā? Certamente battaglia, carestie, rovina. Ci sono perō alcuni indiscreti che mormorano in giro che questo affare è un altro modo dei preti per far soldi.]

Note - 1. - Via della Pedacchia era il nome di via Giulio Romano prima del 1870, poi scomparsa (per maggiori dettagli si veda la pagina relativa di la Roma Perduta di Ettore Roesler Franz, nella sezione C'era una volta a Roma...). Il Monte di Pietā č il banco dei pegni pubblico istituito da Paolo III nel 1539, a cui Clemente VIII sul finire del '500
diede sede definitiva nella piazza omonima, nel rione Regola.
Il ghetto era l'area entro cui gli ebrei di Roma furono
costretti a risiedere dal 1555 al 1870, nel rione Sant'Angelo
(per maggiori dettagli si veda la sezione Curiositā Romane).
2. - Letteralmente "datevi un sasso in petto".
3. - "Signore, pietā".
4. - Riapertura degli occhi.